Le 1.702 le imprese presenti, in rappresentanza di 32 paesi, hanno proposto il meglio della propria produzione su una superficie espositiva netta di circa 70.000 metri quadrati. Il valore delle circa 4.000 macchine esposte è stimato 400 milioni di euro. Nutrita la rappresentanza straniera: 780 le imprese (il 45% del totale), provenienti da Australia, Austria, Belgio, Brasile, Bulgaria, Canada, Cina, Corea del Sud, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, India, Iran, Israele, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Russia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Taiwan, Turchia, USA. Tali numeri hanno permesso a BI-MU di confermarsi ai vertici della graduatoria delle manifestazioni di settore a organizzazione nazionale: in termini di superficie espositiva, la rassegna promossa da UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE è, infatti, nettamente più ampia della tedesca METAV, della nipponica JIMTOF, della spagnola BIEMH, della britannica MACH e della francese INDUSTRIE. Al di là dei numeri che testimoniano l’importanza della manifestazione espositiva che ha oltre mezzo secolo di storia, occorre considerare il contenuto tecnologico che caratterizza la biennale degli anni pari. Coerentemente con l’evoluzione delle tecnologie di produzione, 26.BI-MU si è proposta mostra trasversale, in grado di presentare la più ampia gamma di soluzioni e alternative tecnologiche afferenti a tutti i comparti che costituiscono il settore macchine utensili, robot e automazione a beneficio e con piena soddisfazione degli oltre 96.000 visitatori convenuti a Milano nei cinque giorni di manifestazione.
|